S. Girolamo Emiliani a Castelnuovo

L’oratorio di San Girolamo Emiliani a Castelnuovo
Nel 1737 il Castellano Diego Corner nel restaurare la torre del Castello, come ricordato da un iscrizione ancora ben visibile sopra l’arco del Castello che guarda a nord: “MDCCXXXVII, RESTAURATO CASTELLANO IL (illustrissimo) N(obil) H(uomo) Silvio DIEGO CORNER”, fece erigere un oratorio che dedicò a San Girolamo Emiliani, ed il luogo venne detto “la Fratina” perché gestito da frati Somaschi, provenienti dal vicino Santuario dei Santi Vittore e Corona. In quell’anno, e più precisamente il 15 luglio, Papa Clemente XII riconosceva ufficialmente le virtù eroiche di Girolamo Emiliani, il cui processo di beatificazione era in corso.
Nel 1768, causa la decadenza della Serenissima e le radicali trasformazioni politiche dell’Europa, i
governanti persero ogni interesse per il territorio del Feltrino e così il Castello con il suo oratorio fu venduto a privati, diventando per vari anni locanda ed osteria.
Nel 1917 i bombardamenti della Grande Guerra danneggiarono seriamente il corpo centrale del Castello.
Finalmente, grazie all’eco prodotta dalla gente locale, Castelnuovo, nel 1924, venne acquistato dalla
Congregazione dei Padri Somaschi che trasformarono il piano rialzato della torre maggiore in cappella nel 1974, dopo varie ristrutturazioni interne, Castelnuovo divenne Casa di Preghiera, dove gruppi di ragazzi, giovani ed adulti ancora oggi vengono a pregare e cercare Dio Girolamo Emiliani: una vita per i poveri e gli orfani.
Nacque a Venezia nel 1486 da Angelo Miani e Leonora Morosini
Nel 1508, con il varo della lega di Cambrai, Venezia reagì militarmente e chiamò alle armi i suoi giovani, tra questi Girolamo Emiliani. Ad egli la Serenissma affidò la fortezza di Castelnuovo di Quero, punto nodale del sistema difensivo per il fatto che il fortilizio era posto lungo il Piave in posizione dominante rispetto alla strada che univa Feltre a Treviso.Il 27 agosto 1511, il condottiero Mercurio Bua alla testa di 300 uomini espugnò il castello di Quero e fece prigioniero il castellano Girolamo Emiliani. Girolamo venne calato in una botola in fondo alla torre del castello. Qui fu legato con una catena fissa al muro, una palla di pietra legata al collo e dei ceppi alle mani. Rimase prigioniero nella torre del castello per un mese.
Poi il miracolo… Girolamo nella sua prigionia invocò la Madonna che il 27 settembre 1511, gli apparve nella cella, gli consegnò le chiavi delle catene, lo pigliò per mano guidandolo nel mezzo dei soldati fino alle mura della città di Treviso. Girolamo promise alla Madonna di cambiare vita se fosse stato salvato dalla prigionia.

Nel 1529 contrasse la peste, guarì ed aprì la casa-scuola per i senza famiglia.Tra il 1532 ed il 1536
Girolamo Emiliani fondò opere per gli orfani a Bergamo, Milano, Somasca, Como, Pavia e Brescia. Costituì la Compagnia dei Servi dei Poveri di Cristo.
L’8 febbraio 1537 morì a Somasca. Fu beatificato nel 1747 da Papa Benedetto XIV e canonizzato nel 1767 da Papa Clemente XIII. Nel 1928 fu proclamato da Papa Pio XI “Patrono mondiale degli orfani e della gioventù abbandonata”

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